La piscina nel paesaggio - parte 2: la forma

I tre fondamentali:  Contesto - Forma - Materiali.

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La forma.

 

Domanda:    Quale forma scegliere per una piscina?

La risposta di Google ci dice molto della difficoltà di fare una scelta giusta. Le sagome riprodotte in questa immagine sono solo alcune delle infinite forme che ci vengono proposte dall’industria del settore. 

A mio parere sono davvero poche le occasioni in cui ha un senso scegliere forme diverse da un semplice rettangolo perché ogni forma diversa deve avere una motivazione ben precisa in base alle caratteristiche del luogo in cui viene inserita la piscina.

È pur vero che la forma rettangolare presenta anch’essa dei tranelli nel momento in cui si sceglie una proporzione sbagliata tra lunghezza e larghezza oppure una grandezza sproporzionata in rapporto al sito. 

Ma gli errori che si possono fare scegliendo una forma diversa sono infinitamente più numerosi.

Prima di scegliere una forma libera pensateci bene!

Ci sono anche motivi funzionali ed economici che spingono per una piscina di forma rettangolare, se si pensa ad un uso prevalentemente natatorio oppure alla maggiore semplicità costruttiva, ma vorrei soffermarmi sugli aspetti puramente estetici

La profondità ideale.

La risposta, in questo caso, è molto semplice: profondità costante da 1,20 a 1,40. Nessuno ha voglia di dotarsi di un bagnino solo per qualche tuffo in più dal trampolino. Questa scelta è ancora più obbligata in caso di uso aperto a ospiti temporanei.

Anche dal punto di vista puramente estetico la profondità costante semplifica di molto il controllo dell’aspetto cromatico della piscina dal momento che avremo una tonalità costante di colore.

Le giuste proporzioni di una piscina rettangolare

Non mi voglio cimentare con questo problema attingendo alle riflessioni quasi “esoteriche” sulla proporzione aurea e divine proporzioni, ma vorrei attenermi a delle semplici regole di buon senso. 

  1. Una piscina lunga e stretta funziona bene e si inserisce più facilmente. Una forma più “tozza” potrebbe andare bene per una piscina olimpica o di uso pubblico in genere, ma non trova nessuna motivazione valida per un uso domestico.
  2. La lunghezza ideale, sempre in un ambito privato, e rapportato ad un medio impianto di trattamento dell’acqua (ricordiamoci che i costi di impiantistica salgono a dismisura se si superano 150 mc di acqua da trattare), può variare tra i 12 e 18 metri.
  3. Una buona “ratio” può essere in una fascia che va da 1:3 a 1:4 in quanto a rapporto tra i lati.

 

La potenza del rettangolo:

Professionista: Pool Tech of Miami -
Professionista: ZEST architecture -
Professionista: SDG Architecture, Inc. -

Le insidie della forma libera

 Bidet francese del diciottesimo secolo

Bidet francese del diciottesimo secolo

Secondo me ci deve essere una relazione nascosta tra le forme che ci propongono le industrie della piscina prefabbricata e gli elementi tradizionali del bagno.

Non voglio prendere in considerazione le piscine prefabbricate a forma libera perché sono tutte delle derivazioni mal riuscite di questo bidet del 18 secolo francese. 

L’idea di un oggetto concepito industrialmente e che si aggiunge allo spazio unico e irripetibile di un giardino come un qualsiasi complimento di arredo mi trova profondamente contrario:

la piscina va considerata una vasca ornamentale e come tale voglio analizzarla.

Quando la piscina assume una forma libera è perché viene concepita per essere “più naturale” rispetto alla piscina di forma geometrica. È una scelta apprezzabile nel suo intento perché il linguaggio del giardino è così ricco di declinazioni che anche un stile informale può essere molto espressivo.

 

Professionista: Poole's Stone and Garden, Inc. - Perfetto inserimento in un contesto naturale

Ma raggiungere un risultato esteticamente valido con una piscina a forma libera è molto più difficile che con una a forma rettangolare.

Per capire il perché proviamo a ripercorrere brevemente la storia dell’architettura dei giardini fino ai nostri tempi.

La storia del giardino ci racconta che il principio di “naturalità” ha iniziato a prendere corpo con l’idea del giardino paesaggistico inglese romantico.

Per i “paesaggisti” dell’ 800 lo sforzo di disciplinare la composizione degli elementi di un giardino paesaggistico mediante l’uso sapiente degli specchi d’acqua, delle colline, della posizione degli alberi è stata quasi un’ossessione.

 

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Lo scopo era quello di ricreare un mondo bucolico che era un’aspirazione dello spirito piuttosto che un luogo geografico. 

Questo retaggio culturale ci appartiene ancora oggi e si è fuso con un altro filone culturale che nell’informalità ha il suo tratto più peculiare: il giardino zen.

Anche in questo caso c’è un’autentica arte codificata nel come disporre le rocce nello spazio del giardino tanto che il valore di un creatore di giardini in Giappone veniva misurato per come sapeva scegliere e disporre le stesse.

Qui il paesaggio ideale veniva evocato, piuttosto che riprodotto in scala reale come nel giardino romantico, dalla forma e dall’associazione di quegli elementi di base che compongono il giardino zen come le rocce e la vegetazione, fino ad un livello di astrazione tale che rendeva perfino superflua la presenza degli elementi stessi: pensiamo al giardino senza acqua del Ryoan-ji.

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Quando uno stile diventa la caricatura di se stesso? Attenti al fake.

Siamo in grado di leggere criticamente come la forma irregolare di una piscina si adatti alla morfologia del luogo, come sono usate le pietre di un bordo, come vengono valorizzati percorsi, muri o blocchi di rocce?

Ci stiamo avventurando in un campo minato dove il confine tra una realizzazione di altro artigianato e un fake a volte richiede un certo allenamento.

 

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 Questa vasca situata nel Paul Getty Museum di Los Angeles, evidenzia il meraviglioso gioco di elementi formali (un puro cerchio) con la natura organica delle rocce. Può essere di ispirazione per l'uso delle pietre e delle rocce in una piscina.

Questa vasca situata nel Paul Getty Museum di Los Angeles, evidenzia il meraviglioso gioco di elementi formali (un puro cerchio) con la natura organica delle rocce. Può essere di ispirazione per l'uso delle pietre e delle rocce in una piscina.

Le seguenti foto descrivono esempi di piscine dove è possibile apprezzare uno sforzo nell’uso consapevole della forma e dei componenti naturali del sito. 

Nella mia esperienza personale trovo sempre avvincente confrontarmi con le caratteristiche del luogo con particolare riferimento alle sue caratteristiche geologiche perché il dialogo tra suolo e acqua, spesso, suggerisce da solo la forma della piscina.