La piscina nel paesaggio - parte 2: la forma

I tre fondamentali:  Contesto - Forma - Materiali.

Screen Shot 2018-01-10 at 17.01.30.png

La forma.

 

Domanda:    Quale forma scegliere per una piscina?

La risposta di Google ci dice molto della difficoltà di fare una scelta giusta. Le sagome riprodotte in questa immagine sono solo alcune delle infinite forme che ci vengono proposte dall’industria del settore. 

A mio parere sono davvero poche le occasioni in cui ha un senso scegliere forme diverse da un semplice rettangolo perché ogni forma diversa deve avere una motivazione ben precisa in base alle caratteristiche del luogo in cui viene inserita la piscina.

È pur vero che la forma rettangolare presenta anch’essa dei tranelli nel momento in cui si sceglie una proporzione sbagliata tra lunghezza e larghezza oppure una grandezza sproporzionata in rapporto al sito. 

Ma gli errori che si possono fare scegliendo una forma diversa sono infinitamente più numerosi.

Prima di scegliere una forma libera pensateci bene!

Ci sono anche motivi funzionali ed economici che spingono per una piscina di forma rettangolare, se si pensa ad un uso prevalentemente natatorio oppure alla maggiore semplicità costruttiva, ma vorrei soffermarmi sugli aspetti puramente estetici

La profondità ideale.

La risposta, in questo caso, è molto semplice: profondità costante da 1,20 a 1,40. Nessuno ha voglia di dotarsi di un bagnino solo per qualche tuffo in più dal trampolino. Questa scelta è ancora più obbligata in caso di uso aperto a ospiti temporanei.

Anche dal punto di vista puramente estetico la profondità costante semplifica di molto il controllo dell’aspetto cromatico della piscina dal momento che avremo una tonalità costante di colore.

Le giuste proporzioni di una piscina rettangolare

Non mi voglio cimentare con questo problema attingendo alle riflessioni quasi “esoteriche” sulla proporzione aurea e divine proporzioni, ma vorrei attenermi a delle semplici regole di buon senso. 

  1. Una piscina lunga e stretta funziona bene e si inserisce più facilmente. Una forma più “tozza” potrebbe andare bene per una piscina olimpica o di uso pubblico in genere, ma non trova nessuna motivazione valida per un uso domestico.
  2. La lunghezza ideale, sempre in un ambito privato, e rapportato ad un medio impianto di trattamento dell’acqua (ricordiamoci che i costi di impiantistica salgono a dismisura se si superano 150 mc di acqua da trattare), può variare tra i 12 e 18 metri.
  3. Una buona “ratio” può essere in una fascia che va da 1:3 a 1:4 in quanto a rapporto tra i lati.

 

La potenza del rettangolo:

Professionista: Pool Tech of Miami -
Professionista: ZEST architecture -
Professionista: SDG Architecture, Inc. -

Le insidie della forma libera

 Bidet francese del diciottesimo secolo

Bidet francese del diciottesimo secolo

Secondo me ci deve essere una relazione nascosta tra le forme che ci propongono le industrie della piscina prefabbricata e gli elementi tradizionali del bagno.

Non voglio prendere in considerazione le piscine prefabbricate a forma libera perché sono tutte delle derivazioni mal riuscite di questo bidet del 18 secolo francese. 

L’idea di un oggetto concepito industrialmente e che si aggiunge allo spazio unico e irripetibile di un giardino come un qualsiasi complimento di arredo mi trova profondamente contrario:

la piscina va considerata una vasca ornamentale e come tale voglio analizzarla.

Quando la piscina assume una forma libera è perché viene concepita per essere “più naturale” rispetto alla piscina di forma geometrica. È una scelta apprezzabile nel suo intento perché il linguaggio del giardino è così ricco di declinazioni che anche un stile informale può essere molto espressivo.

 

Professionista: Poole's Stone and Garden, Inc. - Perfetto inserimento in un contesto naturale

Ma raggiungere un risultato esteticamente valido con una piscina a forma libera è molto più difficile che con una a forma rettangolare.

Per capire il perché proviamo a ripercorrere brevemente la storia dell’architettura dei giardini fino ai nostri tempi.

La storia del giardino ci racconta che il principio di “naturalità” ha iniziato a prendere corpo con l’idea del giardino paesaggistico inglese romantico.

Per i “paesaggisti” dell’ 800 lo sforzo di disciplinare la composizione degli elementi di un giardino paesaggistico mediante l’uso sapiente degli specchi d’acqua, delle colline, della posizione degli alberi è stata quasi un’ossessione.

 

treatiseonformin02loud-(dragged).jpg

Lo scopo era quello di ricreare un mondo bucolico che era un’aspirazione dello spirito piuttosto che un luogo geografico. 

Questo retaggio culturale ci appartiene ancora oggi e si è fuso con un altro filone culturale che nell’informalità ha il suo tratto più peculiare: il giardino zen.

Anche in questo caso c’è un’autentica arte codificata nel come disporre le rocce nello spazio del giardino tanto che il valore di un creatore di giardini in Giappone veniva misurato per come sapeva scegliere e disporre le stesse.

Qui il paesaggio ideale veniva evocato, piuttosto che riprodotto in scala reale come nel giardino romantico, dalla forma e dall’associazione di quegli elementi di base che compongono il giardino zen come le rocce e la vegetazione, fino ad un livello di astrazione tale che rendeva perfino superflua la presenza degli elementi stessi: pensiamo al giardino senza acqua del Ryoan-ji.

DSC_0015.jpg

Quando uno stile diventa la caricatura di se stesso? Attenti al fake.

Siamo in grado di leggere criticamente come la forma irregolare di una piscina si adatti alla morfologia del luogo, come sono usate le pietre di un bordo, come vengono valorizzati percorsi, muri o blocchi di rocce?

Ci stiamo avventurando in un campo minato dove il confine tra una realizzazione di altro artigianato e un fake a volte richiede un certo allenamento.

 

flintstones-season-1-3-the-swimming-pool-fred-floating-review-episode-guide-list.jpg

 Questa vasca situata nel Paul Getty Museum di Los Angeles, evidenzia il meraviglioso gioco di elementi formali (un puro cerchio) con la natura organica delle rocce. Può essere di ispirazione per l'uso delle pietre e delle rocce in una piscina.

Questa vasca situata nel Paul Getty Museum di Los Angeles, evidenzia il meraviglioso gioco di elementi formali (un puro cerchio) con la natura organica delle rocce. Può essere di ispirazione per l'uso delle pietre e delle rocce in una piscina.

Le seguenti foto descrivono esempi di piscine dove è possibile apprezzare uno sforzo nell’uso consapevole della forma e dei componenti naturali del sito. 

Nella mia esperienza personale trovo sempre avvincente confrontarmi con le caratteristiche del luogo con particolare riferimento alle sue caratteristiche geologiche perché il dialogo tra suolo e acqua, spesso, suggerisce da solo la forma della piscina.

La piscina nel paesaggio - parte 1: il contesto

I tre fondamentali:  Contesto - Forma - Materiali.


Inserire una piscina nel paesaggio rappresenta un problema più grande di quanto si pensi. La piscina rappresenta un grande problema ma è anche una grande opportunità. Spesso si tratta del più grosso investimento che si fa nel nostro spazio esterno.

Vale la pena di non sprecare questa occasione con un progetto che se sbagliato può condizionare negativamente e per sempre la vita del nostro giardino.

Il contesto.

Quando si osserva un’architettura, un giardino, una creazione qualsiasi dell’uomo, quello che rende questi oggetti armoniosi oppure “stonati” alla fine si può ricondurre sempre ad un problema di relazioni, proporzioni, accostamenti con ciò che li circonda e con noi che li usiamo.

Niente è bello o è brutto in sé.

Quando si parla di piscine non posso fare a meno di osservare che spesso non viene fatto nessuno sforzo per renderli oggetti esteticamente belli.

Si pensa, erroneamente, che la piscina sia di fatto un arricchimento del nostro giardino e valorizzi la nostra casa per il solo fatto di esistere.

Niente di più sbagliato!

piscine-da-google.jpg

 

Osservando queste foto molte delle quali prese a caso da Google Map su una superficie di pochi chilometri quadrati nelle campagne toscane si nota subito qualche cosa che non va: la forma e il colore evidenziano in modo evidente una disposizione casuale in un luogo che non è giardino, né campo agricolo:  questa mancanza di relazioni trasforma un luogo in un non luogo.

Una piscina buttata lì a caso attira solo il nostro piacere di rinfrescarci d’estate ma è una presenza ingombrante per tutto il resto dell’anno estranea al paesaggio agricolo o naturale.

 

 Foto di  Diego Perez

Foto di Diego Perez

Ma che centra un abbeveratoio nelle brulle campagne della Sicilia?

Questa vasca realizzata in un brutale calcestruzzo, nonostante appaia anch’essa sospesa in un non luogo, dialoga con il paesaggio circostante perché trae il suo motivo di esistere dalla vita di un gregge assetato e quando vedo questa bellissima foto del grande fotografo Diego Perez il mio pensiero si dilata fino ad avvolgere l’infinito e vedo una grande armonia tra l’architettura e il paesaggio

Ma la piscina è un oggetto molto più difficile da inserire nel paesaggio perché la sua funzione e quindi anche la sua bellezza è rivolta solo a noi che la usiamo.

il grande trucco per unire la piscina al paesaggio è costruirle attorno un giardino.

Cosa è il giardino se non un modo di portare ad una dimensione domestica il grande paesaggio? È un architettura fatta prevalentemente di elementi naturali e anche viventi, dove la presenza dell’acqua di una piscina può diventare un elemento che arricchisce lo spazio del giardino esattamente  come lo faceva un’antica vasca ornamentale in un giardino storico.

Mi vengono in mente infinite variazioni sul tema dell’acqua nella storia dei nostri giardini ma ne scelgo due molto significative e diverse tra loro che potrebbero ispirare la progettazione di una piscina al giorno d’oggi: la grande vasca del parco della villa reale di Marlia magnifica nella sua classicità e una vasca dal gusto contemporaneo e minimalista nel parco di Castel Gandolfo.

 

 Parco di Villa Reale di Maria (LU)

Parco di Villa Reale di Maria (LU)

 Giardini di Castel Gandolfo (Roma)

Giardini di Castel Gandolfo (Roma)

Osservate inoltre questa semplicissima piscina ricavata in un angolo del grande giardino storico di villa Cetinale (SI) e guardate da una vista aerea come la bellezza di questo manufatto è nel suo umile ricavarsi una nicchia in un disegno molto più complesso del guardino barocco.

 

 Piscina nel parco di Villa Cetinale (Siena)

Piscina nel parco di Villa Cetinale (Siena)

 Vista aerea del Parco di Villa Cetinale con posizionamento della piscina

Vista aerea del Parco di Villa Cetinale con posizionamento della piscina

Spesso mi è capitato di dover progettare una piscina in un contesto paesaggistico dove la presenza di un oggetto come una piscina non aveva nessun motivo di esistere se non nei desideri del cliente. 

In luoghi dove non c’era la minima presenza di spazi esterni disegnati a cui collegarsi.

Queste brevi riflessioni non sono un manuale d’uso: mi limito a raccontare i miei pensieri che mi hanno guidato nel processo di progettazione perché è molto più interessante condividere il percorso anziché il risultato finale.

Il problema era allora ed è sempre: come disegnarle un giardino attorno?

Primo caso studio: la piscina rettangolare nel mezzo di campi a grano

  1. nel mezzo di un paesaggio molto “naturale” anche se coperto di campi coltivati c’era la presenza della casa che rappresentava un punto fermo.
  2. un qualsiasi segno di formale simmetria o di gusto classico sarebbe stato fuori luogo in un paesaggio molto fluido e informale.
  3. qualsiasi tipo di disegno avrebbe dovuto avere una componente formale e anche informale come nella più autentica tradizione zen.
  4. collego allora la forma rettangolare della piscina con la casa mediante delle semplici linee bianche di travertino che disegnano il prato in pendenza e uso la vegetazione di progetto per sfumare le forme verso il paesaggio informale e per dare un senso di fusione con i campi di grano sullo sfondo.
DSC_0434 (1).jpg
DSC_0435-(2).jpg

Secondo caso studio: la piscina rotonda come centro del giardino

  1. Lo spazio disponibile era veramente limitato e anche in questo caso non c’era uno spazio disegnato in cui inserire la piscina
  2. Una soluzione troppo naturalistica dalle forme organiche mi sembrava poco adatta in prossimità della casa nel generare la forma del giardino. In questo caso  ho pensato ad una forma geometrica semplice come un cerchio che è sempre una forma facile da inserire quando non ti viene in mente altro.
  3. La piscina rotonda però può risultare troppo statica e difficilmente genera forme interessanti in piccoli spazi: la piscina doveva diventare un oggetto ornamentale con l’inserimento di una forma a spirale molto più dinamica e l’affioramento delle rocce ricavate dallo scavo che ne conferiscono una dimensione scultorea.
  4. Un semplice prato intorno alla piscina in questo caso completava il disegno e il nuovo giardino diventava la cornice ad una vasca ornamentale piuttosto che ad una piscina. 
 Prima dei lavori

Prima dei lavori

copertina.jpg

My workflow in drawing

Starting this blog I have to apologise for my English not being too good. I am confident that the enjoyment  to post my thoughts about the landscape architecture will help me to improve it.

I would like to share my experience in digital drawing because I hope it could be useful to anyone who works in a small garden design's firm.

I have been using these software since 1990 when there were few opportunities running on Mac platform. 

Fortunately they are at the moment the standards for the industry except for the less well known FormZ which is a more powerful option than more popular SketchUp while remaining extremely user friendly.